Io Sono Sensualmente Tenera
Io Bevo Assenzio
Io Sono una Peccatrice
Io Sono Dolcemente Accattivante
Io Fumo Erba
Io Sono Arrogantemente Sensibile
Io Sono Cerebrale
Io Sono Morbosamente Gelosa
Io Mi Masturbo
Io Sono Mentalmente Instabile
Io Sono Intelligentemente Passionale
Io Cavalco
Io Sono Cinica
Io Adoro Farmi Guardare
Io Mento
Io Sono Assolutamente Irrazionale
Io Mi Faccio Imboccare
Io Sono Contradditoria
Io Uccido Dentro
Io Fotto
Io Sono Logorroica
Io Sono un po' Morta e un po' Pesca
Io Sono Stranamente Interessante
Io Sono Detestabilmente Adorabile
Io Corro Nuda sulla Neve
Io Sono Dannatamente Imperfetta
Io Sono Semplicemente Me Stessa










Mentre le baciavo l'angolo delle labbra dischiuse e il lobo ardente dell'orecchio, Annabel era percorsa da un fremito.
Sopra di Noi, tra le sagome delle lunghe foglie sottili, baluginava pallido un ammasso di stelle; quel cielo vibrante pareva nudo com'era lei sotto il vestitino leggero.
Vedevo il suo volto nel cielo, stranamente nitido, quasi emettesse un proprio fievole bagliore.
Le sue gambe, quelle gambe adorabili e vivaci, erano leggermente discoste, e quando con la mano trovai quel che cercavo un'espressione sognante e arcana, metà sofferenza, pervase i suoi tratti infantili
[...]
Accade a volte che talune fanciulle, comprese tra i confini dei nove e quattordici anni, rivelino a certi ammaliati viaggiatori - i quali hanno due volte, o molte volte, la loro età - la propria vera natura, che non è umana, ma di ninfa (e cioè demoniaca); e intendo designare queste elette creature con il nome di "Ninfette"
[...]
Se mostrate a un uomo normale la foto di un gruppo di scolare o giovani esploratrici e gli chiedete di indicare la bambina più bella, non è detto che egli scelga la "Ninfetta".
Bisogna essere artisti e folli, creature di infinita melanconia, con una bolla di veleno ardente nei lombi e una fiamma ipervoluttuosa perennemente accesa nella sensitiva spina dorsale per discernere a prima vista, grazie a segnali ineffabili - il profilo impercettibilmente felino di uno zigomo, la snellezza di una gamba appena velata di lanugine, e altri indizi che la disperazione e la vergogna e le lacrime di tenerezza mi vietano di enumerare -, il miciadiale diavoletto tra le brave bambine; e lei, non ravvisata dalle sue compagne, posa tra loro a sua volta ignara del proprio fantastico potere.
[...]
Penso agli uri e agli angeli, al segreto dei pigmenti duraturi, ai sonetti profetici, al rifugio dell'arte. E questa è la sola immortalità che tu e io possiamo condividere, mia Lolita.

Lolita
Vladimir Nabokov


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martedì, 11 dicembre 2007



E Ci Ritroviamo. Con l'Impossibilità di Guardarci negli Occhi. Ma più Vicini di Tanti altri. Romanticheria e Dolcezza nell'Aria. E del Resto. Tutto Fa un po' Male. Socchiudo gli Occhi, Incurante che Tu. Si, Proprio Tu Leggerai queste Parole Sbriciolate per Te. Tutta un'Illusione? Un Sogno? Del Resto Ho Tanta Voglia di Vivere, di Sorridere, di Sentirmi Bene. E Tu Mi Fai Stare Così. Amore? Dubito, è Tutto Prematuro e così Sospeso. Come le Particelle d'Azoto. La Voce di Manuel Agnelli, poi, Non Aiuta. I Crampi allo Stomaco, l'Aria Distrutta e la Solitudine. Madonna Mia, Spongee che Palle che Sei. Ridi Cazzo. E Sospiro mentre Penso che Tu Stia Facendo lo Stesso. Basta, basta,bastabastabasta... E' Meglio Tornare a Pensare al Bianconiglio che Corre Felice nei Boschi del Mondo di OrzoBimbo, almeno Qualcuno si Fa Due Risate, mentre Io Mi Piego in Avanti. Sono uno Startac.

:: Confusa e Felice ::
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giovedì, 29 novembre 2007



Ci Sono questi Profumi nell'Aria che Mi Allietano, Stimolano e purtroppo Mi Uccidono. Sono Eccessivamente Pigra ed Insoddisfatta. Ed il Fatto che Loro Mi Giudichino per Ogni Passo che Faccio non Mi Piace proprio. Non So più che Fare. Non Riesco a Raccapacitarmi di quello che Voglio. Voglio. Voglio. Desidero, ma. Non Mi Interessa. Come al solito Mi Ritrovo a Scrivere un Mucchio di Stronzate. Su cosa poi? Qualcosa che Possa Interessare Giusto a Me. Un Delirio Dietro l'altro. Pattume. Immondizia. Devo Dire che Ho un'Autostima che Sfiora l'Inverosimile in questo Periodo. Diciamo che i Profumi e le Musiche che Passano Non Aiutano. In Tutto ciò Non Ho saputo Dire una Sega. Sono Fottutatamente Confusa. Ho Paura. Ho Bisogno di Qualcosa che Non Conosco. Che Due Coglioni. In Questo Momento Ho Solo Voglia di Piangere. Ma. Stigrancazzi. Ingoio e Vado Avanti. Ed ancora Questi Odori che Aleggiano nell'Aria e Turbano. Poi questo Continuo Ronzio. Un Soffio. Un Accenno di Risata. Anzi, che Dico. Un Sorriso. E Continuo a Non Guardare, ma Vedo. Vedo. Vedo Tutto. Eppure Non Guardo. Sono Silenziosa. Sono anche un po' Patetica. Già.

:: Senza Parole ::
vitreouseyes ha sorriso | commenti (6)


venerdì, 23 novembre 2007



Non lo So. Non Chiedermi perché. Perché. Per chi? E' Inutile quando Ritornano, ormai Hai gli Occhi Cuciti e Fai Solo Bene. Non Ho Voglia. E fanculo pure alle maiuscole. Sono in un periodo di transizione, spezzata, sfaldata. E fottutatamente confusa. Perché c'è quello che ti ronza nell'orecchia. Lei che è indecifrabile. L'altro che gioca in maniera sporca e ti illude. Poi ci sono gli altri mille, di cui non te ne frega un cazzo, ma fanno di tutto per un tuo sorriso. E tu? Gli pisci in bocca continuando per la tua strada, avanzando verso l'oblio. Non riuscirai più a tornare indietro, già lo sai, ma ti ostini di voler scoprire sempre qualcosa di più. Un pezzo di pelle, una parola tra le righe, uno sguardo coperto. Malinconica e romantica forse sono le parole di oggi, ma non credeteci troppo. E di nuovo ti sforzi di stare ferma, ma non puoi, hai bisogno d'aria ed esci. Guardi. Ma non vedi. E manco ti guardano. Ma stigrancazzi alla fine, io sorrido a testa alta, tanto la merda ti piove addosso si, ma prima o poi qualcuno smetterà di sommergerti. Anche se sono sicura che quel giorno mi sposterò ulteriormente evitando la mano che vorrà aiutarmi. Perchè alla fine ci lamentiamo sempre, ma stiamo bene così, un po' in pena. Sempre insoddisfatti, perchè quando arriva la soddisfazione non hai più nulla da cercare, e ti ostini a trovare un'altra meta nella tua miserabile vita. E poi ti trovi a scrivere su pixel, nella vana speranza che qualcuno ti legga, ma così non sarà. Lo sai. Ma alla fine sei talmente egocentrica che scrivi per te stessa, per guardarti, adorarti. Mi siedo in riva ad uno specchio, ma non vedo nulla. Sono una spugna.


:: Meglio Smettere di Fumare ::
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lunedì, 05 novembre 2007



Grasse.

Grassissime.

Risate.

:: Vaffanculo ::
vitreouseyes ha sorriso | commenti (4)


giovedì, 01 novembre 2007


Mi Pare di Essere alla Fermata del Tram. Sospesa tra Sogno e Realtà. E Devo Dire che a Volte è Meglio la Realtà. Questo Periodo di Transizione Mi Fa Male. Penso Troppo. Il Mio Cerebro Dovrebbe Fermarsi per un po'. Macchina. Macchina. E Macina Pure. Io Non So che Cazzo Fare. Non So che Cazzo Voglio. Si. La Ripetizione è all'Ordine del Giorno. Ho Voglia di Tutto e Niente. Mi Pare di Essermi Appena Affacciata alla Vita. Forse una Nuova Vita. Ma Si Sa. Quando Cambia qualcosa. Ti Si Stravolge la Realtà. Le Sensazioni Vanno a Puttane e Tutto Sommato Vorrei Andarmene con Loro. Senza Dare Nulla a Nessuno. Solo Chiedere. Devo Imparare a Pretendere. Chiedere. E Prendere. Non Solo Dare. Ma soprattutto. Attendere. Si, Sono in Attesa di qualcosa che Non So se Arriverà Mai. O quel che è Peggio è già Fuggito Via. Sfuggevole come l'Acqua a Corrente. Come Sono Romantica, Cazzo. Sarà Ludovico Einaudi di Sottofondo che Mi Fa Confondere. Ero Determinata ad uno Sfogo Plateale e Stronzo. E Mi Ritrovo a Parlare di Onde e Nuvole. Ma Vaffanculo Ju. Hai Rotto Tre Quarti di Minchia. Decidi una Volta Tanto cosa Fare della Tua Vita. Apri gli Occhi e Lotta per Ottenere ciò che Vuoi. No. No. Sono Pigra. Mi Pesa Tremendamente il Culo. O Deretano che Dir si Voglia. Ma. Mi Sono Rotta il Cazzo di Scrivere. Ci Vediamo tra Qualche Mese. Magari Avrò Dato un Senso a Questa Giornata. O Semplicemente Ci Faremo Quattro Risate a Rileggere la Roba che Partorisce la Mia Mente Sotto Pressione.

:: Attendo ::
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domenica, 23 settembre 2007




( Eugenio Finardi - Un Uomo )


Lei non lo sapeva ma aspettava un Uomo

Che la scuotesse proprio come un tuono
Che la calmasse come un perdono
Che la possedesse e fosse anche un dono


Era tanto tempo che aspettava l'Uomo
Che la ipnotizzasse solo con il suono
Di quella sua voce dolce e impertinente
Che proprio non ci poteva fare niente


Che la fa sentire intelligente
Bella, porca ed elegante
Come se fosse nuda tra la gente
Ma pura e santa come un diamante


Un Uomo dolce e duro nell'Amore
Che sa come prendere e poi dare
Con cui scopare, parlare e mangiare
E poi di nuovo farsi far l'Amore


Per seppellirsi tutta nell'odore
Che le rimane addosso delle ore
Che non si vuole mai più lavare
Per non rischiare di dimenticare


Che le ricordi che sa amare
Un Uomo che sappia rassicurare
Che la faccia osare di sognarsi
Come non é mai riuscita ad immaginarsi


Un Uomo pieno di tramonti
D'istanti, di racconti e d'orizzonti
Che ti guarda e dice: "Cosa senti?"
Come se leggesse nei tuoi sentimenti


Un Uomo senza senso
Anche un po' fragile ma così intenso
Con quel suo odore di fumo denso
Di tabacco e vino e anche d'incenso


Impresentabile ai tuoi genitori
Così coerente anche negli errori
Proprio a te che fino all'altroieri
Ti controllavi anche nei desideri


Tu che vivevi nell'illusione
Di dominare ogni tua passione
Tu che disprezzavi la troppa emozione
Come nemica della Ragione


Non sei mai stata così rilassata
Così serena ed abbandonata
Così viva e così perduta
Come se ti fossi appena ritrovata


Un Uomo dolce e duro nell'Amore
Che sa come prendere e poi dare
Con cui scopare, parlare e mangiare
E poi di nuovo farsi far l'Amore


:: Confusa ::


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venerdì, 14 settembre 2007



Io ed il Mio Cervello. Una Cosa Sola. Ma Ora. Non Più. Sono Giorni che Ti Insinui Dentro di Me. Rovisti. Cambi. Distruggi. E. A. Me. Piace. Sposti Pezzi. Cambi il Mio Passato. E Ti Illudi di Cambiare il Mio Futuro. Ma Non Sono ancora Così Scema. Tutto, ma. Non Illusa. I Nervi Sono Tesi. A Fior di Pelle. E la Voglia di Sentirti Scivolare all'Interno delle Mie Membra è Veramente Tanta. Tanta. Tanta. Ma Invece. Continui ad Insinuarti. Sembra una Partita a Ping-Pong la Nostra. Dove Non Vi Sono Ne Vincitori Ne Vinti. Battute su Battute alle Quali Si Risponde ad Oltranza. Di Rado un Fuori Campo. Sono Nervosa. Sono una Cogliona. Una Bambina. Ma Ti Piaccio. E. Soprattutto. Mi Piaccio Così. "Voglio Darti Tutto". Poi Insinui che Non Vuoi Prendermi per il Culo? Ah-Ah-Ah. Sei più Illuso Tu di Me. Ora Mi Copro. Vergogna e Passione. Entra Dentro di Me. Anche Tu. Tu. Che Stai Leggendo. Dammi un po' di Sollievo. Aiutami.

:: Pateticità ::
vitreouseyes ha sorriso | commenti (12)